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 CASTELLI CALEPIO (BG): il castello dei Conti Calepio

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Uno dei gioielli della provincia di Bergamo è il Castello dei Conti Calepio di Castelli Capepio. Dai tempi romani per tutto il medioevo e l’età veneziana Calepio è stato un nodo territoriale importante. Come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici, il vico castro Calepio – documentato con ruolo di pieve dal X secolo e quasi certamente fortificato dalla tarda antichità o dal periodo longobardo – costituisce...


...dall’Alto Medioevo un centro militare-amministrativo ed ecclesiastico, in cui ricopre una funzione di rilievo il palazzetto, che si trova presso la chiesa matrice di San Lorenzo.
L’estensione della plebania ricalca probabilmente quella dell’antico pagus, da Tagliuno a Sarnico Tavernola, che con le conche vallive di Adrara e di Foresto avrebbe costituito la cosiddetta Val Calepio e il feudo dei conti di Calepio: come si denominò dalla fine del XII secolo un ramo dei Martinengo, capitanei vescovili investiti dal secolo precedente di diritti di castellania sul luogo e sul territorio ad esso afferente. La Serenissima confermò nel 1437 la giurisdizione feudale al conte Trussardo e ai suoi discendenti, per la fedeltà alla politica veneziana. Calepio divenne il capoluogo di una delle 14 quadre del territorio bergamasco.
ll castello, ricostruito da Trussardo a partire dal 1430 forse in luogo diverso da quello precedente, sorge in posizione dominante sulla valle dell’Oglio, ai margini del nucleo fortificato e a controllo della sottostante località Porto in contatto visivo con i vicini castelli della Valle (Castelrampino, Trebecco e Montecchio).
Nel 1502 Ambrogio da Calepio, figlio naturale del conte Trussardo, concretizza la sua grande opera: la creazione di un Dictionarium in senso moderno. Esce infatti a stampa la prima edizione di un’opera destinata a una grande fortuna editoriale, un’opera che ha fissato su carta il tesoro della propria lingua madre, testo fondamentale per la nostra cultura. Immane è stata la fatica per Fra’ Ambrogio, una fatica che tuttavia lo ha immortalato nella storia. Il Dictionarium prese il nome da Ambrogio e fu conosciuto da tutti col nome di Calepino, e così è ancora oggi, cinquecento anni dopo.
La famiglia Calepio, sin da quando si stabilì nella città di Bergamo, ebbe le sue abitazioni tra la Vicinia di S. Michele al Pozzo Bianco e la Vicinia di S. Andrea fuori le mura: nella dimora di Trussardo, situata all’angolo tra le attuali via Porta Dipinta e via Osmano, forse nel 1440 (alcune fonti sostengono 1435) nacque Giacomo, figlio legittimato del conte di Calepio, che ebbe altri due figli: Nicolino, l’erede dei beni e Marco, anch’egli figlio naturale. Giacomo e Marco, seguendo le abitudini comuni per i cadetti delle famiglie nobili, presero l’abito sacerdotale e Giacomo nel 1458 entrò col nome di Ambrogio nell’Ordine degli Eremitani della Congregazione agostiniana. Compì il noviziato a Milano nel Convento dell’Incoronata, trascorse due anni a Mantova (1461-62), andò a Cremona nel 1463 e fu a Brescia dal 1464 al 1465; nel 1466 di nuovo a Cremona, dove fu ordinato sacerdote. Ritornato a Bergamo si dedicò completamente agli studi e compose il Dictionarium Latinum stampato nel 1502. Si spense nel Convento di S. Agostino all’inizio del 1510. Un opportunità per conoscere Fra’ Ambrogio da Calepio, la sua opera, il suo ambiente, la sua famiglia e il territorio che da essa prese il nome: la Val Calepio. Un’opportunità di conoscenza che, vissuta attraverso alcuni avvenimenti, ha consentito di capire lo spirito di Fra’ Ambrogio e di svelarne il fascino. (C.S.)


Visite guidate al borgo medioevale e al Castello


E’ iniziata la seconda stagione di visite guidate al Borgo Medievale di Calepio ed al Castello dei Conti Calepio, un angolo di storia in grado di regalare atmosfere suggestive accompagnate dai sapori di prodotti tipici della Valcalepio.
Le guide del gruppo Kalos Epias sono pronte ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli attraverso il Borgo Medievale e il Castello (fatto costruire dal Conte Trussardo Calepio nel 1430 sulle rovine di un precedente fortilizio alto medievale in posizione dominante sulla valle dell’Oglio, in un percorso guidato che dura circa un’ora e mezza alla scoperta del feudo dei Conti Calepio). Punto di riferimento per le visite guidate è il Castello di Calepio.
Anche Castelli Calepio aderisce così all’iniziativa “Voler bene all’Italia” promossa da Legambiente con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Un’iniziativa tesa alla valorizzazione dei piccoli Comuni attraverso manifestazioni ed eventi di qualità che avvicinino cittadini e istituzioni.
E’ possibile effettuare le visite tutte le domeniche (escluso Pasqua e Ferragosto), dalle ore 15.00 alle 18.00, fino al 31 ottobre. Gruppi e scolaresche, possono effettuare le visite guidate anche in altri giorni previa prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni occorre rivolgersi al Gruppo Guide Kalos Epias, telefono 3395328147, fax 035847006.



 

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